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acido lattico “leggenda metropolitana”

L’acido lattico è una piccola molecola che si diffonde abbastanza velocemente dai muscoli agli altri  tessuti ed al sangue. La sua produzione è bassa se si eseguono esercizi ad intensità moderata (60%) ed aumenta in presenza di esercizi a più alta intensità (70/80%). La presenza di acido lattico aumenta se si incrementa ancora il lavoro (85/90%) fino a quando non si manifesta un senso di affaticamento tale da non permette di andare oltre. La sua presenza in alte concentrazioni nei muscoli però permane molto poco e dipende anche dal livello di allenamento del soggetto.

Nella persona allenata infatti interverrà in modo più rilevante la risintesi aerobica mentre nel meno allenato sarà preponderante la glicolisi anaerobica alattacida.

Pertanto, una volta che i muscoli hanno ripreso la loro normale attività, l’acido lattico nel circolo ematico viene rapidamente eliminato e viene smaltito completamente nel giro di 2 o 3 ore dal termine dell’attività fisica.

I sintomi da presenza di acido lattico non sono da confondere con quelli da indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata, meglio noti come D.O.M.S. (Delayed Onset Muscle Soreness), i cui effetti emergono dopo 8-10 ore, raggiungendo il picco tra le 24 e le 48-72 ore e richiedendo da 5 a 7 giorni post-allenamento per cessare.

L’acido lattico rappresenta un forte stimolo per la secrezione di ormoni anabolici come la somatropina (ormone della crescita) ed il testosterone. Per questo motivo esercizi con i pesi ad elevata intensità, intervallati da pause non troppo lunghe, massimizzano il guadagno di massa muscolare.